ORIGINI DELLA STORIA
Una sera a lume di candela, dopo cena, mia figlia ha insistito che le raccontassi qualcosa di “NUOVO”. L’idea mi venne quando guardai la luce delle candele: mi fece pensare al fuoco di PROMETEO. Per rendere la storia più divertente mi sono ispirato alla scimia di CURIOSO COME GEORGE , una volta spenta la luce la storia si è svolta con piacere.
1. La Foresta Ghiaciata

C’era una volta, in una foresta gelida e lontana, una scimmia che viveva tra gli alberi.
Gli alberi erano alti e nodosi, coperti di brina per gran parte dell’anno. Il ghiaccio, nelle ore più silenziose, si spezzava con piccoli schiocchi improvvisi, e i rami più sottili cedevano con un crepitio secco. All’alba la luce era azzurra e fragile, a mezzogiorno diventava bianca e tagliente, e di notte la luna trasformava ogni cosa in ombra e argento, come se il bosco appartenesse più al cielo che alla terra.
In quel bosco, il freddo era pungente e il vento soffiava incessante, ma la scimmia aveva imparato a sopravvivere nonostante le difficoltà. Aveva imparato a osservare ciò che gli altri ignoravano. Un giorno scavò sotto uno strato duro di ghiaccio e trovò radici ancora commestibili. Le estrasse con pazienza, mentre altri membri del branco, meno attenti, cercavano invano in superficie. Non era la più forte né la più grande, ma era quella che sapeva leggere i segni del terreno e ascoltare il vento.
2. L’Esclusione

Un giorno, però, qualcosa cambiò. Il branco, con cui condivideva il suo rifugio, la cacciò via senza motivo, lasciandola sola e senza una direzione.
Se ne accorse gradualmente. Una sera il suo richiamo non ebbe risposta. Il silenzio rimase sospeso tra i rami. Tentò un ultimo avvicinamento, offrendo parte del cibo che aveva trovato, ma nessuno lo prese. Gli sguardi si abbassarono, e in quel gesto comprese che lo spazio tra lei e gli altri era ormai incolmabile.
3. La Leggenda e la Partenza

Senza casa e senza legami, la scimmia decise di intraprendere un lungo viaggio verso un luogo che aveva sentito nominare solo in lontananza: la Terra del Fuoco. Era un posto leggendario, dove il calore regnava sovrano, e il fuoco non si spegneva mai.
Molti inverni prima, un vecchio viaggiatore aveva parlato di quella terra e di uno spirito antico che custodiva una fiamma eterna, dono e prova per chi avesse osato cercarla. Da allora, nei momenti più freddi, la scimmia aveva immaginato fiumi luminosi e aria tiepida che accarezzava la pelle, alberi mai coperti di ghiaccio e notti senza tremore.
Lasciò la foresta, mettendo piede fuori da quella terra fredda e desolata. Prima di oltrepassare l’ultimo filare di alberi si voltò un’ultima volta. Per un istante pensò di restare, di sopportare ancora il gelo pur di non affrontare l’ignoto. Ma comprese che restare sarebbe stato come spegnersi lentamente, e allora avanzò senza voltarsi più.
4. Il Deserto

Non appena attraversò il confine della sua casa, si trovò di fronte a una distesa infinita di sabbia, un deserto arido e inospitale. Il caldo del deserto la accecava, ma la scimmia non si perse d’animo.
Il calore la colpì come un’onda improvvisa. Il respiro si fece corto e la vista tremò nella luce intensa. Il primo passo sulla sabbia fu esitante, quasi solenne. L’orizzonte vibrava nella calura, ma dopo un breve istante di incertezza, riprese a camminare. Vide un miraggio scintillante che svanì non appena vi si avvicinò. Una tempesta improvvisa oscurò il cielo e la sabbia graffiò la pelle. Tra le dune, un animale rapido la osservò per un istante prima di scomparire, lasciandola sola nel vento.
Attraverso tempeste di sabbia e forti venti, con passo deciso e cuore coraggioso, proseguì la sua marcia.
5. La Foresta Lussureggiante

Dopo giorni di cammino, finalmente raggiunse un luogo che sembrava molto diverso dal deserto. Una foresta lussureggiante, con alberi alti e ombrosi, dove l’aria era più calda e l’ambiente sembrava più accogliente.
Il verde era profondo e fitto, interrotto da riflessi dorati dove la luce filtrava tra le foglie. Eppure, quando calava la notte, versi sconosciuti rompevano il silenzio, e l’ombra sembrava muoversi con vita propria.
Tuttavia, anche lì, non tutto era semplice. Dovette affrontare animali selvatici, piante che sembravano volerla imprigionare, e un fitto labirinto di radici e rami. Un animale scattò fuori dall’erba alta e la inseguì tra i tronchi. Le liane le si avvolsero attorno alle braccia come catene vive, e per un momento si smarrì tra radici intrecciate. Scivolò da un ramo bagnato, cadendo pesantemente, ma si rialzò senza esitazione, continuando il cammino.
6. Il Vulcano

Alla fine della foresta, si trovò davanti a una montagna imponente, che sembrava toccare il cielo. Non era una montagna qualunque, ma un enorme vulcano.
La cima emergeva nella foschia come una presenza antica e vigile. Il terreno nero sotto i piedi era ruvido e tagliente, segnato da crepe profonde. Dal suo interno provenivano rumori lontani, simili a un respiro sotterraneo.
La scimmia sapeva che quella montagna nascondeva dentro di sé il segreto del fuoco, così come il cuore di un vero guardiano del calore. Decise di entrare nel vulcano.
All’interno il tepore era costante, come un battito lento. Esitò un istante prima di toccare il suolo caldo, poi vi posò la mano e sentì la forza silenziosa che riposava sotto la roccia.
Dentro, il calore era avvolgente, ma la scimmia non si fermò. Si addentrò sempre più nel cuore della montagna fino a giungere alla sua bocca, un cratere che un tempo aveva vomitato fiamme e lava, ma che ora giaceva dormiente, privo di vita.

Qui trovò un pezzo di legno secco e, con grande attenzione, lo accese sfruttando l’energia che c’era nel terreno vulcanico. Sfregò il legno con pazienza finché una brace incerta apparve tra le fibre. Il fumo salì sottile, la fiamma vacillò per un istante, poi si stabilizzò, illuminando le pareti del cratere con una luce tremolante ma viva. Il piccolo fuoco brillava di una luce calda, simbolo di speranza.
7. Il Ritorno

La scimmia decise che quel fuoco doveva tornare con lei. Raccolse il legno ardente con cura e iniziò il viaggio di ritorno. Avvolse la brace con foglie spesse e resistenti. Una raffica improvvisa mise alla prova la fiamma, ma essa resistette. Prima di lasciare il vulcano si fermò un momento, osservando la luce tra le mani, consapevole della responsabilità che portava con sé.
Ma il cammino di ritorno era pieno di sfide. Durante il tragitto attraversò forti piogge e, nonostante la minaccia di spegnere la fiamma, la scimmia non si arrese.
Durante una pioggia violenta la fiamma si ridusse a un filo rosso quasi invisibile. Le braccia le tremavano per la fatica accumulata, e per un attimo temette di aver fallito. Eppure continuò a proteggerla con il proprio corpo, alimentandola con cura finché tornò a brillare.
Continuò a raccogliere piccoli pezzi di legno e a mantenerli accesi, custodendo il fuoco con tutta la sua energia. Ogni volta che il vento minacciava di spegnere la fiamma, la scimmia lottava per mantenerla viva.
8. La Trasformazione

Quando finalmente tornò nella sua foresta originaria, la scimmia aveva con sé il fuoco, che non solo rappresentava la sua forza interiore, ma anche la calorosa speranza che avrebbe portato un cambiamento nella sua terra fredda.
Accese il fuoco in mezzo alla foresta, e da quel momento il calore cominciò a irradiarsi su tutta la sua casa, sciogliendo il ghiaccio e riscaldando l’aria.
Il ghiaccio iniziò a sciogliersi goccia dopo goccia, e l’acqua tornò a scorrere tra le radici. Il branco osservò in silenzio il suo ritorno, senza parole. Germogli verdi spuntarono dal terreno liberato dal gelo, e piccoli animali riapparvero tra i tronchi. La fiamma ardeva stabile al centro della foresta, non più solo un fuoco, ma un nuovo equilibrio tra freddo e calore.
La foresta, finalmente, non sarebbe più stata un luogo gelido, ma un posto dove la vita poteva fiorire.

